Un presepe a grandezza naturale, stretto tra due colline: è Codrongianos; impossibile non restare incantati da quell'atmosfera sospesa e irreale che si respira nel piccolo centro vicino a Sassari.
Dell'antico borgo si ammira lo splendido centro storico. Vie strette, saliscendi e vicoli che si rincorrono irregolari, a formare piccole corti, scorci legati ad un passato recente. Il lavoro di recupero urbanistico ha restituito l'elegante acciottolato e ridato dignità al cuore del paese. Ed è facile scovare angoli di pace tra case basse e graziose piazzole. Curiose le cantine con l'uscio stondato sui fianchi, una forma particolare che agevolava l'ingresso di grosse botti per la conservazione del vino.
Una passeggiata a piedi per affacciarsi dalle terrazze naturali su un panorama rilassante, fatto di macchia mediterranea, oliveti e tanto verde. E ancora due passi per ammirare gli abiti tradizionali, indossati fino a qualche decina di anni fa dagli abitanti di Codrongianos, come nel resto della Sardegna.
Più in basso, domina la valle sottostante, la chiesa parrocchiale di San Paolo, costruita nel XII secolo. Il suo campanile è visibile da ogni zona del paese.
Dalla fede alla cucina, dove è forte la tradizione delle donne, intente ad insegnare alle proprie figlie le tecniche per preparare la pasta "fatta in casa". Protagonista della tavola di Codrongianos "sos ciccionèddos", simili agli gnocchetti. Le massaie ancora oggi li preparano come un tempo: un rapido e deciso movimento del pollice, che arrotola la pasta su una base zigrinata.
Una pratica che i turisti possono ammirare durante "Fattènde", la mostra itinerante di arti e antichi mestieri che si svolge ogni anno nelle vie del paese.
Tra una casa e l'altra si incontrano uomini intenti a condire la salsiccia. I loro prodotti sono in bella mostra e il profumo si spande in tutto il circondario.
A proposito di aromi, non meno penetrante quello del formaggio, che viene preparato a pochi passi, in un'altra casa. Il visitatore segue incuriosito tutte le fasi della lavorazione.
Lasciato il paese, a poca distanza, come per incanto compare maestosa Saccargia.
La basilica della Santissima Trinità di Saccargia appare d'improvviso in tutto il suo splendore.
Si deve risalire al 1116 per trovare le prime testimonianze della celeberrima Chiesa, presente su tutti i libri di storia dell'arte italiana e visitata ogni anno da migliaia di turisti.
Inconfondibile il suo doppio colore che è il risultato della sovrapposizione per file del basalto nero e del calcare bianco.
Lo stile è il romanico pisano, con la facciata a cui è stato aggiunto un portico in epoca successiva. La struttura architettonica è a navata unica che termina con tre absidi. Sul capitello di una delle colonne del portico
si trova la famosa vacca pezzata, "Sa acca arza", a cui la tradizione fa risalire il nome di Saccargia.
Una foto ricordo è d'obbligo, accanto all'imponente campanile, prima di salutare uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna.